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"Salvate i pini marittimi di viale Mazzini" | Stampa |  E-mail
Siena Notizie - News Informazione
Siena, 4 novembre 2009 - Lorenzo Rosso, consigliere provinciale del Popolo della libertà di origine An, veste l?abito verde dell?ambientalista e denuncia gli "scempi" attuati sul territorio comunale e provinciale dalle amministrazioni di centrosinistra. Per quanto riguarda la città, Rosso punta il dito contro l?abbattimento programmato di tutti i settanta pini marittimi di viale Mazzini, che il Comune sostituirà con peri selvatici. Ne sono già stati tagliati circa trenta. L?ex esponente dell?Msi ricorda che "quegli alberi furono piantati negli anni Trenta", cioè durante il regime fascista, "per rendere più salubre l?ambiente delle persone che non si potevano permettere di andare al mare". Il comune sostiene che quegli alberi sono malati, che diversi rami sono caduti danneggiando auto in sosta e mettendo in pericolo i pedoni, che le radici rovinano i marciapiedi e il piano stradale. Rosso respinge tutte queste giustificazioni e si schiera a fianco di Legambiente, di Italia nostra e del comitato di cittadini contrario all?abbattimento. Per fermare lo "scempio", l?esponente del Pdl si è appellato anche al Ministero dell?Ambiente. Rosso assegna all?assessore comunale all?Ambiente, Silvia Lazzeroni, il ?premio Attila ? per la sua politica di "distruzione delle aree verdi". E cita il recente abbattimento dei pini a Vico Alto ma soprattutto la prossima cementificazione dell?area ex Socini (fra viale Toselli e via Simone Martini) dove sorgerà un complesso nel quale troverà spazio anche la sede di Sienambiente e che comporterà l?intubazione del torrente Riluogo, "tutelato dal piano paesaggistico". Rosso ha annunciato che presenterà in merito un esposto alla Procura con l?intento di "bloccare i lavori". L?esponente del Pdl vuole sapere inoltre se i relativi permessi sono passati al vaglio del consiglio comunale. Il consigliere provinciale del centrodestra ha poi allargato il campo della sua denuncia. In Provincia ritiene che si debbano abbattere senza esitazioni alcuni ecomostri: la vecchia cantina di Radda in Chianti, la torre dell?ex Idit a Isola d?Arbia, e la diga costruita negli anni Settanta e poi bloccata a San Pietro in campo, nel Comune di Castiglione d?Orcia. Rosso denuncia infine che non è ancora stata bonificata la discarica dei copertoni a Rapolano, in località Collalto.
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