unymaind2

Online Users

0 utenti e 32 ospiti online | Mostra tutti

Ultimi iscritti

Che cos'e UnistraniCARD?
unistranicard

Clicca qui per scoprirlo

Nuova Influenza "Chiudere le scuole? Inutile" | Stampa |  E-mail
Siena Notizie - News Informazione
Siena, 5 novembre 2009 - Mancavano una trentina di bambini ieri alla scuola elementare di Buonconvento. Ma qualche giorno fa, confermano all?istituto della Val d?Arbia, erano di più quelli a letto per colpa dell?influenza. Migliore la situazione alle Medie ? poche le assenze, 7-8 ? mentre alla Materna spiegano che "qui è fisiologico che i piccolini manchino perché si ammalano spesso". Buonconvento è uno dei paesi dove l?influenza A ha colpito duramente. "Sappiamo che ci sono stati diversi casi ? conferma Simonetta Sancasciani, responsabile dell?Igiene pubblica dell?Asl 7 ? ma né qui, né altrove c?è stato bisogno di chiudere le scuole. Sarebbe del resto inutile perché ormai il virus è circolato e ha oltretutto una grande capacità di diffusione. Se le assenze negli istituti materni ed elementari in particolare, ma anche alle medie, sono numerosi vuole dire che il virus è già entrato. Chiudere la scuola significherebbe creare soltanto un inutile allarmismo. Invece la popolazione va tranquillizzata: l?influenza è sovrapponibile alla stagionale, soltanto che le complicanze anziché vederle nell?anziano si ravvisano nei bambini e nei giovani". Sia Sancasciani che Alessandra Bagnoli dell?Igiene-Zona senese evidenziano che il capoluogo è interessato in misura sensibilmente minore dal fenomeno rispetto, ad esempio, a Valdichiana e Val d?Elsa. "Finora a Campostaggia e a Nottola non abbiamo notizia di ricoveri legati al virus", prosegue Bagnoli. Diverso il discorso al policlinico Santa Maria delle Scotte dove, stando ai dati forniti dall?Azienda ospedaliera universitaria dal primo al 3 novembre sono stati in 44 a rivolgersi alla struttura per sospetta influenza A. Di questi, soltanto fra domenica e lunedì, ben 21 erano bambini. "Si tratta comunque di casi non gravi", tengono a precisare dal policlinico. Concetto rafforzato da Sancasciani dell?Asl 7. "Qui la situazione finora è sotto controllo anche grazie all?accordo stretto con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta ? aggiunge il direttore sanitario Laura Radice ?; con loro abbiamo concordato un percorso attraverso cui seguire i pazienti della provincia senza affollare il pronto soccorso al quale si rivolge soprattutto un?utenza che ha qualche problema in più rispetto alla febbre alta. Rilevo semmai che rispetto al picco estivo c?è forse qualche accesso pediatrico in più ma la popolazione si rivolge correttamente ai dottori di famiglia e anche loro fanno filtro". "Oggi (ieri, ndr) sono state distribuite le dosi destinate alla vaccinazione dei bambini piccoli a rischio e delle donne in stato di gravidanza, alla seconda e terza settimana. Siamo collegati con i medici via sms e posta elettronica, c?è un interscambio continuo di informazioni e di richieste". Una nota dolente è rappresentata dagli operatori sanitari e dalle categorie che svolgono una funzione di pubblica utilità. Lunedì pomeriggio si è svolta un?assemblea alle Scotte con i responsabili di Misericordia e Pubblica assistenza per sensibilizzare al riguardo i volontari. I medici, invece, continuano a fare un po? di resistenza. "Tutti i dipendenti ? osserva Laura Radice ? li abbiamo avvisati e finora c?è stata un?adesione importante per il vaccino stagionale, quello dell?influenza tradizionale per intendersi. Ha partecipato rispetto al passato il doppio degli operatori. Non posso dire altrettanto di quello pandemico per il virus A anche se abbiamo già vaccinato numerose persone, molti infermieri ma soprattutto medici dell?area critica e dell?area chirurgica. Personale strategico: se non si ammala potrà fare fronte alle esigenze della popolazione". Gli over 65 rappresentano un capitolo a parte. Nel senso che al momento le priorità sono attribuite ai giovani e ai bambini, unitamente alle categorie a rischio. "Non si devono però sentire abbandonati ? rimarca Sancasciani ? è soltanto una questione di priorità legata al fatto che tali persone sono sicuramente venute in contatto con un virus molto simile a quello H1N1 circolato nel 1957. Dunque sono più protetti".
Trackback(0)
Commenti (0)Add Comment
Scrivi commento
 
 
smaller | bigger
 

busy
 
Links Links