| Platan Project + Cigar Edit Version - Lochness Pub Siena, 31/10/08 | | Stampa | |
| Unistrani Siena | |||
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Si parte un po’ più tardi rispetto all’orario concordato, e l’inizio non è dei migliori, complice sicuramente l’apparato acustico del locale e i volumi degli strumenti del primo gruppo, i Cigar Edit, almeno inizialmente settati poco bene. In effetti la sezione ritmica e la voce prendono un po’ il sopravvento sulle chitarre, ma è un problema momentaneo, che viene ben presto risolto dai ragazzi.
Le cover proposte dai nostri spaziano principalmente sul binomio anni Sessanta – anni Settanta, con predilezione per Pink Floyd, Doors e Black Sabbat. I ragazzi hanno una grossa personalità, esemplificata dalla naturalezza con la quale tengono il palco. Difficile individuare un membro con abilità maggiori rispetto agli altri: Antonio tira spesso fuori una voce acida e graffiante, che ben calza sui pezzi suonati; le due chitarre, Giorgio e Giovanni, si intrecciano e si spalleggiano con gran classe, creando un ottimo tappeto melodico sorretto da due vere e proprie furie, il basso di Sebastiano e la batteria di Beppe, due metronomi umani.
I pezzi migliori: l’iniziale “Break On Trough” di doorsiana memoria, “Money” dei Pink Floyd, “Iron Man” e “Impressioni Di Settembre” della PFM, questa ultima, a mio avviso, tra le più evocative di tutto il lotto proposto.
Dopo una breve pausa sale sul palco il trio dei Platan Project, Dario al basso, Beppe alla batteria e Davide alle tastiere e sinth. I ragazzi amano sperimentare con i loro pezzi, autentiche suite che mescolano sapientemente post rock, ambient, stoner rock, basi industrial e dance, brani del tutto strumentali, che denotano una grandissima capacità tecnica dei nostri, oltre che, va ammesso, grande creatività.
Tendenzialmente i pezzi proposti hanno l’andamento delle maree: ciclici, con repentini cambi di tempo, improvvise accelerazioni che spiazzano l’ascoltatore che, fino a qualche momento prima, si era adagiato su soffusi movimenti delle tastiere, incasellate da un basso preciso, spesso funky, e da una batteria martellante e puntuale. In generale è una musica molto liquida, amorfa, che si insinua e smussa, distrugge sgretola per poi sapientemente ricomporre. Peccato forse per l’eccessiva lunghezza di alcuni pezzi, che si ricamano un po’ troppo addosso o svariano in direzioni talvolta difficili da seguire. Nonostante questo però il risultato è fenomenale, fresco e coinvolgente.
Una bellissima serata dunque, animata da gruppi che si meriterebbero maggior respiro nella scena senese, ma sono certo che, se continueranno a fare quanto di buono espresso in questa serata, le buone segnalazioni non tarderanno a arrivare.
In bocca al lupo a entrambe le band! Di seguito il link con l'intervista: http://www.youtube.com/watch?v=5rz_0PNeSZs
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