| INTERVISTA A "THE HAZY HOLLOW" - live @ Il Cambio, Siena, 22/04/09 | | Stampa | |
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, tac nascono i THH. Matteo: la nascita dei THH è abbastanza casuale, nel senso che per gioco e curiosità, apprezzando le basi elettroniche fatte dal Save, ho proposto al Save stesso di ricamarci un testo che fosse popolare, non elaborato, privo di concetti psicotici, privo di matrici ermetiche, diretto, che fosse per tutti. Il prodotto ci è subito piaciuto e, base per base, siamo arrivati ad averne abbastanza da proporle tutte in un live. Sentendone le registrazioni, ci siamo accorti che il risultato era un po' troppo gelido per il tipo di musica che avevamo prodotto, e ci si è presentata l'opportunità di coinvolgere Dario nel progetto, prima marginalmente chiedendogli un apporto quasi esclusivamente "live", ma lui si è subito dimostrato necessario per la resa sonora dei nostri brani in maniera molto più determinante di quanto ci aspettassimo e a quel punto era impensabile farne a meno. Il nome in realtà è frutto delle esperienze musicali del Save; lui ha sempre suonato in gruppi i cui nomi iniziavano tutti con la H. Il connubio tra tale "necessità" e l'idea di uno spazio poco definito in cui potersi muovere liberamente senza dare molto nell'occhio sono la giusta etimologia del nostro nome. Ad oggi ci sono già stati cambi di formazione o il gruppo che vedremo live è anche quello originario? Dario: la formazione di The Hazy Hollow vede Matteo alla voce, Save ai campioni e alle tastiere e Dario al basso. La strumentazione dei tre è comunque ben imbottita di effetti e elettroniche varie. Save: no nessun cambio, l'idea nasce come gioco tra me e Matteo, ma come si fa ad andare a suonare senza un bel figurino come Dario? cioe' senza tutte quelle basse al sapore di 80? non e' proprio possibile! Matteo: No! Gli Hazy Hollow sono questi e la loro esistenza è strettamente legata alle esistenze di ognuno dei tre membri. Io sono fermamente convinto che il progetto funziona, e spero anche bene, perchè siamo noi 3. Non mi viene naturale pensare a THH senza il Save e le sue programmazioni o piuttosto senza Dario e il suo basso anni '80. Sono felice così grazie. Come mai avete deciso di buttarvi a capofitto nel mondo del synthpop, dove, parole vostre, "ogni cosa che viene prodotta passa automaticamente di moda nel momento in cui viene commercializzata"? Nel senso, capisco perfettamente che ciò vi sproni continuamente, ma può essere un'arma a doppio taglio non credete? La creatività alla lunga può venire meno (non ve lo augurerei mai, ovvio!!!). Dario: credo che grazie alla "promiscuità" dei nostri ascolti personali i contributi che ognuno darà proveremo a non farci male con questa arma a doppio taglio :) Save: e' questa la parte bella, in pratica sei libero di reinventarti ogni volta mai uguale a te stesso, prendi ad esempio i dischi di Moby (anche se non propriamente synthpop, ma cmq molto elettronici) alla fine c'e' una discreta distanza di sonorita' da uno a l'altro! Matteo: Sì, è una frase che oltre ad essere molto vera, nasconde anche il senso di stimolo che autonomamente e solo grazie alla nostra passione, ci spinge a confrontarci con noi stessi. Se dovesse funzionare un nostro brano e subito dopo dovesse passare di moda, è nostra premura la volta successiva, creare qualcosa che oltre ad essere una novità, sia anche duratura. Una continua sfida, il più delle volte persa in partenza, ma che ti spinge ogni volta a migliorarti. Conosco il vostro bassista, so bene o male cosa ascolta lui (tanti generi diversi, un po' onnivoro devo dire). Siete tutti così in casa HH?! Scherzi a parte, mi piacerebbe sapere cosa ascoltate in "privato", su cosa si fonda il vostro bagaglio cultural/musicale. Dario: in questo momento sono addicted a un certo postrock e postcore ambientale che mi fa impazzire. Sigur Ros, Explosions in the Sky, Silver Mt. Zion, Isis, Cult of Luna e Neurosis sono i miei ascolti preferiti. Non dimentico comunque mai le lezioni di Joy Division (mi piace da morire il basso di Peter Hook, si sente?), Fabrizio De André e il buon vecchio metal con cui sono cresciuto e che anche adesso non disdegno. Save: oddio, lo so che dopo questa risposta perdero' ogni credibilita', ma diciamo che gli ultimi 2 dischi che ho comprato sono quello dei Ministri e quello di Lady Gaga...direi distanti tra loro no? :) ovviamente in mezzo ci sono tutte le sfumature! Matteo: probabilmente sono quello più commerciale dei 3. Ascolto roba "generazionale", non amo i gruppi meteora, anche se gli anni ai quali la nostra musica si rifa' erano anni in cui difficilmente un gruppo non diventava famoso per una sola Hit. Facendo dei nomi sicuramente i Depeche Mode, Pink Floyd. Di roba più recente apprezzo oltremodo i Muse, i Tool, Radiohead, ma insomma ne avrei un centinaio. :) Come nasce un vostro pezzo? Da che cosa prendete spunto per dare il "la" a una vostra creazione? Dario: Save, tutta tua! Save: beh la risposta breve e' "a caso" :) quella seria e': al tavolo con il mac davanti una bella libreria di loop, una birra, una tastiera ed un paio di synth, dopo le prime 2 o 3 frasi che girano bene insieme si incomincia a scolpire i suoni e si segue l'istinto...i pezzi composti con Dario poi sono anche piu' divertenti...come simulare un flauto andino con una bottiglia di Becks mezza vuota (o mezza piena se sei ottimista!). La base finita al 90% poi la diamo a Matteo e lui li ha carta bianca :) Matteo: Io in realtà non prendo parte al gioco se non è finita la base. A quel punto mi viene consegnata, previa cerimonia ufficiale, per la stesura del testo. Fatto questo rimangomo da sistemare i dettagli e in rari casi qualche aggiustamento melodico, ma in base al gusto personale e comunque dietro ad un summit sonore dei 3. Parliamo dei testi: a cosa vi ispirate? Dario: Matte, questa invece tutta tua! ;) Save: Matte vai! Matteo: Scarichiamo pure il barile. Dietro agli incitamenti dei miei compagni, devo dedurre che non ne sono molto interessati. Allora potrei dire che parlo male di loro, li offendo dalla prima riga di una strofa fino all'ultima del ritornello. Più seriamente e semplicemente i miei testi sono sempre stati degli spaccati della mia vita o dei miei pensieri reali. Qualcuno mi riguarda in prima persona, altri invece ne sono semplicemente il narratore. Mi piace comunque che siano tutti narrati in prima persona, poichè essi descrivono cose che capitano e possono capitare a chiunque. Ascoltando i vostri pezzi mi viene da pensare ai Depeche Mode, ai Massive Attack, a trip hop e elettronica mai invasiva... Ma se dovete fare il nome del nume tutelare del gruppo, a chi vi riferite? Dario: per quanto mi riguarda il mio contributo si ispira a un certo basso che ha caratterizzato il postpunk e il dark inglese negli anni '80, vedi appunto Peter Hook dei Joy Division e Simon Gallup dei Cure, anche se ammetto che è l'unica cosa che salvo degli anni '80. Con un occhio non da musicista coinvolto ci sento molto anche della dance anni '90 o certe esperienze come quelle dei Daft Punk e dei M.A.R.R.S. Save: lo ignoro...se rispondo le TATU vestite fluo con i capelli fucsia va bene?? :) (infatti live ci baciamo con la lingua) Matteo: devo dire che per quanto mi riguarda i Depeche Mode calzano a pennello, ma non mi azzardo a paragonarmici, perchè punto prima, perderei in partenza, punto secondo mi piace pensare che pur essendo una strada percorsa innumerevoli volte da altri, riusciamo comunque ad essere originali nel nostro piccolo e a dare qualcosa di nostro a questo movimento. La vostra attività futura: avete in cantiere anche un disco o per ora vi state dedicando "solo" all'attività live? Dario: credo sia doveroso sentire come "girano" i pezzi live ma spero un giorno che gli Hazy Hollow si possano dedicare a un'uscita su disco Save: per ora niente di preciso probabilmente un EP futuro (io la butto lì...vorrei avviare una etichetta per la produzione di questo ep...staremo a vedere) Matteo: Io sono un sognatore per definizione. Non mi piace porre dei limiti a qualcosa che per adesso sta viaggiando e bene. Affrontiamo le tappe una alla volta, come le squadre vincenti, cercando di essere preparati per il prossimo impegno. se il prossimo impegno può voler dire disco, non vedo perchè non dovremmo provarci. La vostra musica è onirica, a primo acchito può sembrare fredda e asettica ma con gli ascolti emerge tutto il cuore e la passione che ci avete messo per farla. Prima o poi pubblicherete un disco: avete già un'idea della sua copertina? Non deve essere facile trovare immagini che sappiano veicolare queste sensazioni senza scadere nel banale... Dario: ci stavo pensando proprio stamattina. Se notate il nostro logo si notano due acca che possono ricordare due sedie e un tavolino con sopra una bombetta. Una fotografia di un ambiente simile potrebbe essere un'idea interessante. Save: ancora non ci ho pensato...ma credo che cmq sara' qualcosa di simbolico Matteo: Credo che la copertina sia molto importante e la tua domanda per niente banale. Quante volte non ci ricordiamo il titolo di un disco, ma ce lo ricordiamo grazie ad una copertina inequivocabilmente unica!!.. Dovrebbe sicuramente essere d'impatto per cercare di compensare il fatto di essere poco conosciuti. Credo che il nostro logo possa essere un ottimo punto di partenza. Concludendo: avete qualcosa da dire al vostro pubblico o a chi verrà a ascoltarvi? Qualcosa che vi sappia identificare in poche parole... Dario: beh, credo che gruppi dance, o synth pop che suonano non si sono visti troppe volte. Sì, ricordo Faithless, Motel Connection e Planet Funk ma secondo me la strada è da seguire. Quindi, siate curiosi e seguite la nostra bandiera quando la vedete eheheheh. Grazie Fede e grazie a tutti quelli che visiteranno le nostre pagine myspace e facebook e che verranno a sentirci dal vivo! Save: perche' non uscire una sera e vedere/sentire un live diverso dalgruppo rock da cantina? boh magari e' un'esperienza interessante! e poi se dovete stare in casa a farvi manipolare dalla televisione per lo meno fatevi manipolare da noi!! :D Matteo: Il GRande Fratello è truccato, così come la Fattoria ed X-Factor. In televisione passa poca roba il mercoledì e sicuramente meno interessante di una bella birra tra amici, la curiosità di assistere ad un live diverso dagli altri e tanta voglia di ballare e sudare insieme a noi. della serie "chi l'ha detto che si balla solo di venerdì e sabato e che si debba spendere per farlo??" dateci questa opportunità e noi la sfrutteremo ; ) Grazie Federico è stata un'intervista carina e divertente perchè mi ha fatto perdere un'oretta di tempo a lavoro :D Stay Tuned!! Grazie agli Hazy Hallow per il loro tempo, e un grosso in bocca al lupo per la loro attività presente e futura!
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