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Musica
INTERVISTA A "THE HAZY HOLLOW" - live @ Il Cambio, Siena, 22/04/09 | Stampa |  E-mail
Unistrani Siena

INTERVISTA A "THE HAZY HOLLOW" - live @ Il Cambio, Siena, 22/04/09

Sono qui con gli Hazy Hollow, band di dichiarata (almeno da quanto si legge sul loro myspace, http://www.myspace.com/thehazyhollow) matrice synthpop e aggiungo io, new wave. Il gruppo sta scaldando i motori, pronto a esordire "ufficialmente" live proprio in questi giorni: mi è sembrato quindi giusto sondare un po' gli animi dei ragazzi, alla luce di quella che si presenta come una geniale creazione, un gruppo che, partito come side project (principalmente del tastierista e del cantante degli Hyride), ha le carte in regola per camminare con le proprie gambe e farsi valere.

Ragazzi, presentatevi un po': parlateci della genesi del progetto Hazy Hollow, come è nato, il perché del nome del gruppo, cose così insomma!

Dario: per quanto mi riguarda posso dire di essere arrivato "da ultimo" e quindi forse Save e Matteo possono dare una risposta più precisa. Dopo un primo momento in cui il mio contributo doveva essere limitato al live mi sono anche dedicato alla composizione e agli arrangiamenti. Da aggiungere che i musicisti comunque già si conoscevano da tempo visto che sono tutti e tre membri degli Hyride.

Save: beh, diciamo che durante tutta la mia vita senziente ho scritto musiche elttronicheggianti, Matteo ha accettato di provare a metterci sopra un voce e così è nata "Money can buy me" che non è afatto male! (scusa la modestia :)) e ci siamo detti perche' non provare a fare altre canzoni?...da qui il passo e' breve

 

 
F.A.T. live Lochness Pub (Siena) - rock - 27/03/09 | Stampa |  E-mail
Unistrani Siena

Il minimalismo dei F.A.T. (Finestra Acustica Transtemporanea) ha dell’incredibile e del magico. Due ragazzi, due chitarre (o all’occorrenza una chitarra e un basso), voce, risate e tanto cuore. Con questi pochi ingredienti i nostri sono riusciti a rievocare, attraverso la riproposizione di uno svariato numero di pezzi, la serenità e il senso di comunione (leggi anche tranquillità) che si prova quando si è tra amici, seduti in cerchio in spiaggia, oppure nella camera di un albergo la sera di una gita scolastica, un po’ alticci magari, ma contenti di essere lì tutti assieme.

Merito forse anche della nutrita schiera di pubblico che i nostri si sono portati dietro, e che li hanno fatti sentire un po’ più a casa, i ragazzi hanno riproposto un gran numero di pezzi, dai Beatles a Cash, dai Jethro Tull ai Marlene Kuntz, dagli Afterhours a John Lennon, mischiando per almeno un paio di volte anche le carte in tavola. E’ il caso questo del fortunato connubio “The Passenger” (Iggy Pop) + “Save Tonight” (Eagle Eye Cherry), due brani che non credevo potessero suonare così bene fusi l’uno con l’altro, oppure di “Otherside” (Red Hot Chili Peppers) unita nel ritornello a “Hurt” (nella versione interpretata da Cash).

Tutto ciò che hanno suonato ha denotato la loro grande tecnica, la loro abilità nell’improvvisazione e la loro fantasia, unitamente a una grande passione per la musica e per lo stare assieme.

Se poi sommiamo al tutto una jam session (non si sa quanto improvvisata) tra un terzo membro del gruppo (inizialmente fonico e addetto al mixer, che poi si è rivelato essere anche un estroso chitarrista) e l’armonica suonata da Gianluca, un membro dello staff del pub, il quadro di serata all’insegna della tranquillità è pressoché completo. Una graditissima parentesi, qualcosa che non vedi sempre, una ventata “bluesy” che sottolinea, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, il concetto da me espresso all’inizio di questo mio scritto.

Non sempre lo sfarzo e la magniloquenza, anche in musica, sono premiate. Spesso e volentieri arriva più diretto qualcosa fatto con mestiere e con il cuore di qualcos’altro creato e studiato freddamente a tavolino. Le due chitarre dei F.A.T. suonate venerdì 27 marzo stanno lì a testimoniarlo.

 
Cube – Lochness Pub, Siena, 06/02/09 (alternative rock) | Stampa |  E-mail
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Gruppo molto interessante i Cube. Stiamo parlando di 6 ragazzi senesi, una cover band (sebbene, per loro ammissione, non fosse stata loro intenzione continuare a riproporre pezzi altrui) costituita da Roberta alla voce, due chitarre (Francesco e Alice), una tastiera/voce (Damiano), un basso (Mattia) e una batteria (Enrico). I brani da loro eseguiti durante l’esibizione tenutasi al Lochness Pub di Siena, seppur variegati (e numerosi, più di una ventina in totale) hanno seguito le coordinate di quel genere che vuol dire tutto e nulla (l’alternative rock internazionale), con qualche “scappatella” anche nel grunge, nell’hard rock e nel nu-metal.

 
The Cube | Stampa |  E-mail
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Gruppo molto interessante i Cube. Stiamo parlando di 6 ragazzi senesi, una cover band (sebbene, per loro ammissione, non fosse stata loro intenzione continuare a riproporre pezzi altrui) costituita da Roberta alla voce, due chitarre (Francesco e Alice), una tastiera/voce (Damiano), un basso (Mattia) e una batteria (Enrico). I brani da loro eseguiti durante l’esibizione tenutasi al Lochness Pub di Siena, seppur variegati (e numerosi, più di una ventina in totale) hanno seguito le coordinate di quel genere che vuol dire tutto e nulla (l’alternative rock internazionale), con qualche “scappatella” anche nel grunge, nell’hard rock e nel nu-metal.

 
Lost & Found – Lochness Pub, Siena, 23/01/09 (alternative rock/gothic rock) | Stampa |  E-mail
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Quando si dice un fulmine a ciel sereno… Giovedì scorso contatto il mio amico per sapere chi avrebbe suonato la sera dopo al pub, e lui mi spara un nome, a me sconosciuto: “Lost & Found” da Arezzo. Boh, chi saranno? Magari un altro gruppo jazz, blues o di cover rock. Do un’occhiata al loro myspace alla ricerca di qualche sample per farmi un’idea. Purtroppo l’audio non è dei migliori, eppure un sentimento misto tra sorpresa e curiosità si impossessa di me, già comincio a intuire che non sarà un concerto simile a quelli sentiti sinora al Lochness. E fortunatamente i fatti dell’indomani mi daranno ragione.

 
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